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45° giorno – 26 ottobre 2005 – Mercoledì – al contachilometri 144.607 (Parz. 245 – TT 7.731)

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Siamo nel punto d'Europa dove per ultimo tramonta il sole e per ultimo sorge. Se volessimo continuare il viaggio, di fronte avremmo giorni e giorni di navigazione per rivedere nuovamente la terra e non sarebbe assolutamente sicuro che la rivedremmo. Abbiamo una sola domanda: Continuare o tornare indietro? Non ha nessun senso andare a Nord o a Sud, possiamo andare solo a Est o a Ovest.
E' l'essenza del viaggio. Essenza del viaggio, che capti solo quando sei arrivato ad una meta, che da vero viaggiatore non vorresti mai raggiungere in modo che il viaggio non finisca mai. Allora capisci la differenza tra il turista e il viaggiatore, il turista è quello contento di essere arrivato ad una meta e ha fretta di tornare per pavoneggiarsene, il viaggiatore è quello scontento perchè dopo non potrà che esserci il ritorno, che sempre viaggio è ma è un viaggio in negativo. Il viaggio, se ci pensi, è una metafora della vita.

Ora inizia veramente il viaggio di ritorno, un po’ frettoloso, perché, malgrado siamo partiti in ritardo di almeno 15 giorni, ce la siamo presa comoda, il ritorno potrà essere meno particolareggiato tanto, dice la nostra filosofia, saremo sempre più vicini a casa e sarà più facile ritornare a visitare quei posti.
Finora abbiamo percorso 7.731km e ci siamo spostati verso Ovest di 26°22’. Al ritorno i gradi saranno sicuramente gli stessi, i giorni invece dovranno essere meno della metà e i chilometri anche meno della metà. In Novembre il tempo rischia di guastarsi e di molto.
All'alba, con un vento che mette in difficoltà i quasi 90kg x 1,67mt di Mimmo, fotografiamo l'ultimo lembo d'Europa (Foto 1), che viene illuminato dal sole, nel momento stesso in cui ciò avviene e esserci fotografati (Foto 2) (per fare la foto testimonianza, a causa del vento, abbiamo dovuto appendere al cavalletto una grossa pietra). Salutiamo Cabo da Roca e prendiamo la direzione Est. Prossima tappa Evora.
Ci siamo nel primo pomeriggio. Cittadina affascinante, con una storia plurimillenaria: domani visiteremo dei monumenti preistorici, stasera ci limiteremo al periodo romano (Foto 3, 4) ecc...ecc... ed a uno abbondantissimo, splendido baccalà gratinato (una porzione mangiata in due e non riusciti a finirla), ben contornato, splendidamente innaffiato e molto onestamente fatto pagare (Café Alentejo - rua do Raimundo 5 - tel 351-266 706 296 - 25,00€ in due).
Evora (Bene UNESCO) è circondata da mura; abbiamo parcheggiato in un grande piazzale davanti ad una delle porte. Nei pressi ci sono dei bagni pubblici, incustoditi ma pulitissimi e ordinati anche se retrò. Sul tardi cominciano a sopraggiungere gruppi di camper francesi, alla fine sono più di una quarantina; ci dicono che viaggiano a piccoli gruppi per poi riunirsi la sera in posti prestabiliti. Fanno gli spiritosi sul nostro mezzo ma quando gli faccio vedere come è attrezzato, gli faccio capire quanto sia maneggevole e pratico, che a casa diventa la nostra autovettura di tutti i giorni, quanto ci è costato, quanto consuma, mi sembra che le loro certezze comincino a non essere più tali e che comincino ad avere dei dubbi sui loro mega camper. Credo che i dubbi siano diventati certezze, quando tornando dalla lauta cena, gliela abbiamo raccontata con studiata enfasi. Loro, come abbiamo prima visto, hanno mangiato un panino o una scatoletta o peggio ancora una minestrina, tristemente uscita da una bustina. Loro devono pur pagarli i mega camper, devono pur riempirli i mega serbatoi, che si svuotano con ingordigia.


Foto 1 // Foto 2


Foto 3 // Foto 4

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46° giorno – 27 ottobre 2005 - Giovedì – al contachilometri 144.814 (Parz. 207 – TT 7.938)


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Già da ieri sera il tempo ha cominciato a guastarsi, piove e tira vento, malgrado tutto ci avviamo a visitare i monumenti preistorici della zona: Menir (Foto 1) e il recinto megalitico di Monte de los Almendres (foto 02) e il dolmen detto Anta grande do Zambujero(Foto 3, 4), peccato che c’erano dei lavori in corso ma, sia pure da fuori, abbiamo potuto ammirare le dimensioni ragguardevoli, sicuramente superiori, almeno in altezza, del dolmen di Bagneux, che i francesi dicono essere il più grande al mondo.
Abbiamo la fortuna di documentare l’arrivo in Europa di una specie ornitologica, fino a qualche anno fa, prettamente africana, gli aironi guardabuoi (Foto 5).
Abbiamo anche la ventura di vedere della gente, la più stracciona che forse abbiamo mai visto nell'opulenta Europa, faro di benessere e democrazia, patria del wellfare; erano una ventina; donne con bambini in braccio e uomini, giovani e vecchi, tutti montavano a pelo una dozzina di cavalli; i loro unici bagagli erano degli enormi fagotti attaccati a coppie e posti di traverso sui cavalli; andavano per una ripida salita, che li rallentava, sotto un terribile acquazzone, senza un impermeabile o un ombrello, che comunque dato il vento e il volume d'acqua, sarebbero stati inutili. Quando li abbiamo incrociati ci hanno sorriso salutandoci. Erano degli zingari? Sembrava un antico esodo di profughi di chi sa quale guerra dimenticata.

Il viaggio ci porta in breve nuovamente in Spagna. Sotto una continua pioggia arriviamo a Merida, ove facciamo gasolio (10,00€ a 0,982) e ci fermiamo al decoroso Camping Merida (13,59€) http://personales.jet.es/proexcam/principal.htm proexcam@jet.es.


Foto 1 // Foto 2


Foto 3 // Foto 4

Foto 5
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10 - SLIDESHOW - da Lisbona al confine Spagnolo - dal 44° al 46° giorno

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