Siamo a Arganda, è una zona in via di tumultuoso sviluppo, pertanto lavori ovunque e segnaletica scarsissima, neanche una mappa e le spiegazioni di una prima Guardia Civil ci fanno arrivare a destinazione, servono le seconde di una Guardia più accorta a farci arrivare al Camping Arganda in contrada Campo Real, km 3.600 – tel 91 871 26 63, un posto che definire indecente è un complimento; vi basti sapere che nei bagni e nelle docce non ci sono neanche le porte, perché sfasciate (16,05€). E’ tardi, piove a dirotto, non me la sento di rimettermi a guidare sulle tangenziali di Madrid, non abbiamo alternative e al momento di entrare va via la corrente, l’impressione era già brutta all’ingresso ma dello squallore totale ci renderemo conto al ritorno della corrente.
Devo a questo punto fare una considerazione sulla viabilità spagnola. Si viaggia molto bene le strade sono nuove, ben asfaltate, non hanno rappezzi. Gli automobilisti sono estremamente disciplinati, al limite del ridicolo o del maniacale, ma c’è un ma! Sono determinati e spietati e su autopiste di circonvallazione con uscite, assurdo! anche a sinistra, mal segnalate, con cartelli piccoli, piccoli e moltissimi lavori in corso, rendono un inferno la percorrenza a chi non conosce le uscite; neanche la nostra targa straniera è servita ad ottenere un minimo di pazienza e tolleranza da questa gente, che ti sorpassa a destra e a sinistra, sfiorandoti, ti pressa e ti abbaglia, non consentendo nessuna indecisione. Tutto questo è detto da una persona che ha percorso in trentacinque anni più di un milione e mezzo di chilometri, per tutta l’Italia e un po’ d’Europa.


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