Introduzione

Vi voglio raccontare la nostra “impresa”. Un viaggio di 65 giorni e oltre 11.500 kilometri.
I viaggiatori siamo Rita (Lo Faro) e io, Mimmo (Domenico Modarelli), 55 e 58 anni, all'epoca del viaggio.
Parliamo dei mezzi: un Kangoo Renault 1.9 D da me attrezzato a camper, ricavando un letto di 1.85 x 1.40, frigo, cucina, acqua corrente, wc chimico con bidet, corrente continua ed alternata con batteria ausiliaria, illuminazione autonoma per la parte abitativa; possibilità di stare comodamente seduti al chiuso ad un tavolo; capacità di stivare i viveri per almeno 64 giorni. I viveri sono innanzitutto sughi e legumi già pronti, marmellate, sottoli, tutto preparato in casa da Rita, poi naturalmente pasta, riso, olio, ed alcune scatolette, non mancano alcune bottiglie di vino pugliese per brindare nelle grandi occasioni. I viveri sono stati programmati così da non avere bisogno di nulla se non per le cose fresche.
Sul tetto ho montato un aerodinamico bauletto della Gev di 490 litri. Per montarlo ho dovuto costruire da me un portabagagli, non trovandone di adatti. Il bauletto è servito principalmente a portare delle comodissime spiaggine, ottime per il relax, un barbecue molto pratico acquistato in Portogallo, delle giacche di pelle, pagate pochissimo in Spagna ed un Jamon Iberico “Bellota”, semplicemente fantastico. Questo, a differenza del prosciutto di Parma, che “si scioglie in bocca”, si mastica e come si mastica! E quanto sapore ne vien fuori. Nel bauletto abbiamo anche stivato abbigliamento autunnale e abbondante biancheria, non pensiamo di poter fare troppo spesso il bucato.
Relativamente molto spazio dell'abitacolo ha preso l’attrezzatura fotografica, ridotta al minimo, ma pur sempre costituita da l’indispensabile cavalletto, una Olympus OM1, un piccolo flash e come obiettivi: 24mm, 50mm, 90mm macro, 70/350mm, 500mm e il 1.000mm, quest'ultimo non uscirà mai dalla custodia se non per l’eclisse.
Rita è l’addetta alla cambusa, alla sartoria, alla cucina, alla navigazione, ecc...; Mimmo è il progettista, l’artigiano, l’autista, il fotografo, ecc.... ed ora il raccontatore, mentre Rita è . . . . "LA MEMORIA".
(Se volete saperne di più sulla camperizzazione del Kangoo cliccate su Kangoo Camperizzato )
Siamo finalmente in pensione, dopo tanti guai di ogni genere e abbiamo deciso, avendo un gruzzoletto, di fare un viaggio, che, almeno io, ho lungamente sognato: arrivare a Santiago de Compostela, non per devozione, ma per condividere una meta con milioni di ”viaggiatori” e visitare lungo la strada le cattedrali, monumenti alla fatica umana. Forse la mia vera meta è però Lisbona e ancor più Capo da Roca “Ponta mais ocidental do continente europeu”. Longitudine 9° 30’ W. Dato che ho la fissa dei punti estremi; infatti il prossimo viaggio, penso di farlo con gli stessi mezzi a Capo Nord. (se vuoi leggere il blog di preparazione del nuovo viaggio, clicca qui Capo Nord)
Ci siamo ripromessi di entrare nei campeggio il meno possibile, giusto quando sarà necessario fare il bucato e la doccia, in genere ci serviremo degli ottimi servizi che troveremo nelle stazioni di servizio, nelle stazioni ferroviarie, nei musei ecc. ecc., con un po' di organizzazione, borse capienti per contenere piccole asciugamani e poche piccole altre cose, e un po' di spirito di adattamento, ci si riesce a mantenere sufficientemente puliti. Siamo o non siamo, da buoni tarantini, discendenti degli spartani? (Taranto fu l'unica colonia fondata dagli spartani in Italia).
Cercheremo anche di non prendere mai autostrade, se non per dormirci, sia per il budget, non avendo nessuna fretta preferiamo spendere meglio, sia per vedere la vita reale dei paesini e dei villaggi che le statali attraversano. Cerchiamo le cose più vere, per questo abbiamo in programma la visita dei siti dell’UNESCO che troveremo nella direzione di massima del nostro viaggio.
Una breve nota su questo racconto: intendo fare solo un elenco dei luoghi visitati con qualche considerazione o impressione personale, la loro descrizione la lascio ai professionisti delle guide. Comunque, come vi sarete già accorti, cliccando sui termini sottolineati si aprono pagine specifiche, generalmente della libera enciclopedia Wikipedia. Per quanto riguarda le foto, ne ho fatto più di un migliaio e ho scelto quelle che meno ricordano le cartoline. (Cliccando sulle foto si aprono a schermo pieno, premendo Alt e <- contemporaneamente si torna al testo)

Percorso Stradale da Bari al Colle della Maddalena


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1° giorno - da Bari a Lucignano - 12 settembre 2005 - Lunedì - al contachilometri 136.876


Finalmente, dopo aver fatto un pieno di 35,32€ a 1,189, alle ore 10,35 si parte percorrendo la SS 16. Viaggiamo con ottimo tempo e, ci fermiamo alle 12,30, senza un chilometro di autostrada a Pineto, nel parcheggio della CONAD e pranziamo. Ripartiamo quasi subito; a Civitanova Marche prendiamo la Civitanova - Foligno, ci fermiamo a Colfiorito, ove ci ripromettiamo di rifermarci al ritorno per fare il pieno di lenticchie e farro, intanto facciamo il pieno di gasolio a 1,22, 40,00€. Con la statale Centrale Umbra e il raccordo autostradale Bettolle – Perugia arriviamo alla A1, giusto per fermarci a dormire in una stazione di servizio autostradale, con tutti i confort e gratis. Ci fermiamo infatti all’altezza di Lucignano alle 22,15 avendo percorso 681 chilometri. Cena e a nanna nel nostro confortevolissimo lettone.

2° giorno – da Lucignano a Sestri Levante - 13 settembre 2005 – Martedì – al contachilometri 137.558 ( Parz. 682 – TT 682)

Partenza alle 9,30 dopo una lauta colazione con caffellatte, fatto in auto con la moka di casa, pane e marmellata fatta in casa.
Bella giornata.
Subito usciamo dall’autostrada con il casellante che si annota la targa e ci spiega, su nostra richiesta, che date le molte ore trascorse in autostrada e i pochi chilometri, hanno ordine di far così, e noi gli facciamo togliere la soddisfazione, finalmente possiamo usare e non essere usati.
Pranziamo sul viale che attraversa il Parco di Migliarino – S. Rossore, che essendo domenica è libero da prostitute di colore, non siamo razzisti, ma non vogliamo essere importunati da sedicenti clienti mentre ci facciamo il nostro santo e sano spaghetto. Proseguiamo per la mitica SS 1 e prendiamo la A12 soltanto per andare a dormire all’altezza di Nervi, alle 21,15, avendo percorso 396 chilometri, un po’ pochi, ma non abbiamo fretta e abbiamo voluto vedere un ultimo tramonto sul Mediterraneo a Sestri Levante. Per circa un mese l’unica acqua salata che rischieremo di vedere, sarà quella degli spaghetti o sporadicamente dell’Atlantico, che non è la stessa cosa. Cena con la farinata di ceci e nanna come al solito, con i potenti mezzi messi a disposizione dalle nostre braccia e dal nostro ingegno.

3° giorno – da Sestri Levante a Nyons - 14 settembre 2005 – Mercoledì – al contachilometri 137.964 (Parz. 406 – TT 1.088)


Usciamo naturalmente subito dall’autostrada. Facciamo solo 20,00 € di gasolio a 1,198, il minimo per poter raggiungere la Francia dove costa meno. Con la SS 21 raggiungiamo il Colle della Maddalena e appena passato il confine, alle 13,00 pranziamo con spaghetti al pesto, fatto in casa. Proseguiamo il viaggio con la D900 e a Barcellonette facciamo gasolio a 1,138, 40,00€, speravamo meglio. Alle 20,00 avendo percorso 470 chilometri, e attraversato uno spettacolare canyon nella valle del Eygues, le Gorge de St. May, ci fermiamo al Camping Valle Blu a Nyons. Camping che consigliamo caldamente (solo € 11,40), in un meleto da cui, su invito del proprietario, ci siamo fatti una
scorpacciata ed una abbondante scorta. Doccia calda e dormita entrambe sacrosante in una toilettes da albergo almeno quattro stelle.


Foto 1 // Foto 2

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Percorso Stradale dal Colle della Maddalena a Jaca


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4° giorno – Nyons - 15 settembre 2005 – Giovedì – al contachilometri 138.424 (Parz. 460 – TT 1.548)


Sosta rigeneratrice. A pranzo abbiamo cambiato la bomboletta al fornello Campingaz (Bistrò Activ), molto pratico per le dimensioni, per noi fondamentali, veramente efficiente ma non economico e con bombolette, di scarsissima reperibilità, come ci renderemo conto, menomale che previdenti e avendo trovato una offerta speciale ne abbiamo fatto ampia scorta e ne portiamo venticinque, che saranno appena sufficienti. Nel pomeriggio visitiamo il paesino di St. May, dove avvistiamo e fotografiamo i primi grifoni (Foto 1 e 2). All’uscita del campeggio notiamo una collina con le sembianze di un vecchio barbuto (Foto 3), non ne abbiamo trovato altre notizie ed abbiamo dimenticato di chiederne. Qualcuno ci può aiutare?
Serata e nottata in campeggio. 
Finalmente a distanza di anni ho appreso il nome di questa montagna dalle sembianze umane che è Rocher de Bramard detto anche Roccia delle Fate, di questo devo ringraziare l'ingegnere Alessandro Garibbo, francoitaliano ed abituale frequentatore di questa zona. 

Foto 1 // Foto 2
Foto 3
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5° giorno – da Nyons a Trebes - 16 settembre 2005 – Venerdì – al contachilometri 138.453 (Parz. 29 – TT 1.577)


Con la D976 arriviamo a Orange (Foto 1, 2), deliziosa cittadina con vestigia romane. Facciamo colazione con una deliziosa “Fogasse” alle olive e Rita comincia ad acquistare souvenir, un mazzolino di lavanda, che occuperà il suo spazio.

Con la D976, la D999 ed altre dipartimentali raggiungiamo, viaggiando tra i vigneti “du Midì”, Trebes, sul “Canal du Midì” (Sito UNESCO), dove pernottiamo lungo il canale con toilettes e acqua gratis. Facciamo una bella e salutare passeggiata sul canale. Cena con una creazione di Mimmo: Gamberi precotti e Cicoria belga, acquistati ad un ipermercato. Ci sarebbe la possibilità di fare una crociera sul canale, ma un po’ perché vogliamo essere presto sull’Atlantico per motivi metereologici un po’ per il budget, rimandiamo al ritorno se esso ce lo consentirà.
Foto 1 / /Foto 2
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6° giorno – da Trebes ad Adé - 17 settembre 2005 – Sabato – al contachilometri 138.805 (Parz. 352 – TT 1.929)


Tempo così e così. Colazione con croissantes e baguettes della boulangerie artigianale, in compagnia delle paperelle (Foto). Facciamo gasolio a 1,078, 46,31€. Piove leggermente. Pranziamo con baguette imbottita di uova e salsiccia in un bosco nei pressi di St. Girons.
Percorrendo la N113, la N124 e con la N21 raggiungiamo Adé ad un passo da Lourdes e ci fermiamo in un campeggio, gestito da una vecchietta, Camping La Chataigneraie – 32, av. Des Piyrénées – tel 05 62 94 29 63. Decoroso (€ 7.8 per una notte). Abbiamo appena oltrepassato il meridiano 0. Siamo passati alla longitudine Ovest.



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7° giorno – da Adé a Jaca - 18 settembre 2005 – Domenica – al contachilometri 139.090 (Parz. 285 – TT 2.214)

Tempo bellissimo. Lourdes suggestiva e signorile. Molto meno bazar di tanti altri luoghi di culto.
Ripartiamo subito; vogliamo essere in Spagna in serata. Con la D936, vorremmo fare il suggestivo passo a 1.789 mt, per l’attraversamento dei Pirenei, ma la strada ci porta ad un anonimo ma efficiente tunnel di 9 km, a 1.100 mt.
Siamo in Spagna nell'Aragona. Arriviamo ad Jaca, città fortificata di confine (Foto 1, 2) e qui facciamo una seccante constatazione, In Spagna non ci sono bagni pubblici se non nelle stazioni ferroviarie, di servizio o bar. Per questo da ora in poi faremo sempre 10,00 o massimo 20,00€ di gasolio alla volta per usufruire dei loro bagni, in vero sempre puliti ed efficienti, spesso con acqua corrente calda.
Il Camping Victoria, Avda. Victoria, 34, è caro (13,48 €) e del tutto carente, paghiamo caro anche perché, come accadrà in tutta la Spagna, ci faranno pagare la tariffa del camper pur avendo le dimensioni di una normale auto.
Foto 1 // Foto 2
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01 - SLIDESHOW - Dalle Alpi ai Pirenei - dal 3° al 7° giorno



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Percorso stradale da Jaca a Bilbao


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8° giorno – da Jaca a Pamplona - 19 settembre 2005 – Lunedì – al contachilometri 139.275 (Parz. 0 – TT 2.214)

Tempo bello e asciutto. Da Jaca passa un ramo del “Camino de Santiago” (Bene UNESCO), da cui passano i pellegrini provenienti dal sud Europa.
Oggi facciamo la prima escursione, andiamo a visitare il suggestivo Monasterio de San Juan de la Peña (Foto 1, 2), in posizione incredibilmente suggestiva. Qui è conservato anche "Il Santo Graal", uno dei tanti, in questo viaggio ne vedremo due. Più tardi vedremo le particolari formazioni rocciose dette Los Mallos (Foto 3).

Durante il trasferimento per raggiungere Riglos per vedere le Mallos da più vicino, in un avvallamento avremo la fortuna di vedere un volo incredibilmente vicino di grifoni (Foto 4). Sentivamo il vento del loro volo tra i capelli, purtroppo mi sono lasciato prendere dall’emozione e le foto ne hanno risentito , ma non è l’emozione che cerchiamo nel viaggio?

Nel pomeriggio arriviamo a Pamplona in Navarra, resa famosa dalla “Carrera de San Firmino” raccontata al mondo intero da Hemingway in “Fiesta”. Non troviamo un campeggio ed andiamo a dormire in un Autogrill sull’autopista. Non sono come i nostri. Dovremo trova
re qualcos’altro per dormire senza spendere una fortuna, dato che abbiamo capito che in Spagna i campeggi sono cari, perché, come in Italia, sono ormai dei villaggi vacanze con attrazioni, che non interessano ai viaggiatori (veri), che cercano solo confort, igiene, tranquillità e quindi economicità per spendere poco e viaggiare tanto.

Foto 1 // Foto 2

Foto 3 // Foto 4

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9° giorno – da Pamplona a Logroño - 20 settembre 2005 – Martedì – al contachilometri 139.662 (Parz. 387 – TT 2.786)

Tempo bello e asciutto. Facciamo 39,00€ di gasolio a 0,930. Visitiamo Pamplona (Iruña) e pranziamo al Café Iruña, dicono il preferito da Hemingway, mangiamo bene ed abbondantemente e paghiamo solo 22,00€ per entrambi. Abbiamo così la gradita conferma del fatto che per mangiare in Spagna si spende poco, anche perchè le porzioni sono almeno doppie, quindi noi da ora in poi prenderemo in genere due piatti diversi, che ci divideremo.
Nel pomeriggio visitiamo Roncisvalle, per gli spagnoli Orreaga. Principale passaggio del “Camino” e luogo di una mitica battaglia tra i paladini di Francia (i buoni) e i mori (i cattivi), che li massacrarono malgrado le loro "gesta epiche ed eroiche". Tutta una menzogna! La verità storica è che gli invasori francesi le presero di santa ragione dagli indigeni baschi.
Percorrendo la N135, passiamo per Puente la Reina (Foto), con il suo famoso ponte sul Rio Arca; qui si congiungono il Camino Francese e quello Aragonese. Alle 21.00 raggiungiamo Logroño, capoluogo della Rioja, la principale regione vinicola della Spagna. Dormiamo in un camping caro ed inadeguato ma purtroppo unico. Camping & Bungalow “La Playa” tel e fax 941 25 22 53 – www.campinglaplaya.com - 19,30€

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10° giorno – da Logroño a Santo Domingo de la Calzada - 21 settembre 2005 – Mercoledì – al contachilometri 139.871 (Parz. 209 – TT 2.995)


Dovremo lasciare subito il campeggio perché c’è la Fiesta della Vendemmia ed il camping è tutto prenotato dai forestieri. Non ci lasciamo sfuggire l’occasione e seguendo la fiumana umana, tutta addobbata a festa, ci troviamo al centro della fiesta. C’è il festival canoro, i palloncini, gli artisti di strada e finanche la capra equilibrista (Foto 1). C’è una lunga fila per degustare una tazza di vino tinto (rosso) locale, accompagnata da due costolette di agnello cotte alla brace di sarmenti (Foto 2), accesi per terra nella piazza. Quando ai nostri vicini di fila diciamo che vorremmo pranzare (fare comida) ci ribadiscono che è solo una degustasion. Al che gli dico che avrei preso dos o tres degustazion a testa, che sono una comida. Gli spagnoli sono perplessi. Abbiamo la prima dimostrazione di quanto il regime, che ha lasciato indubbiamente ordine e pulizia, ha tolto fantasia a questo popolo latino come noi; oppure, più semplicemente, in questa zona sono molto meno latini e più nordeuropei. Avremo m
olti altri episodi, che ci convinceranno della validità della prima tesi.
Con la N 120, che segue perfettamente il “Camino”, giungiamo a Santo Domingo della Calzada, tappa importante di esso. Campeggio bello ma caro e senza acqua calda ai lavandini (Camping Banares – tel 941 34 28 04 – 17,65€/notte). Ci siamo spostati di solo 1° 21’ di latitudine ma di 18°78’ di longitudine e non cambiando l’orario in Spagna il sole tramonta ormai alle 20,00 e sorge quasi alle 7,00.

Foto 1 // Foto 2Cliccare sulle foto per ingrandirle - Per tornare al testo Alt + <- contemporaneamente

11° giorno – da Santo Domingo de la C. a Bilbao - 22 settembre 2005 – Giovedì – al contachilometri 139.939 (Parz. 68 – TT 3.063)

Tempo bello. Facciamo una escursione a San Millan de la Cogolla (Beni UNESCO) dove vi sono tre monasteri: Monasterio de Yuso (Foto 1), Monasterio de Suso (Sopra dal latino, in spagnolo sarebbe arriba) (Foto 2) e Monasterio de la Valvanera. Il primo più nuovo e monumentale XVI – XVIII sec., il secondo del X sec. molto suggestivo, con sovrapposizioni di stile romanico e arabo, e la guida è una persona visceralmente appassionata che ci trasmette il suo amore, il terzo monastero è situato in un luogo ameno.
Con la LR111, la N126, la LR202 entriamo nelle province basche e arriviamo a Bilbao (Bilbo per i baschi), dove, essendo molto tardi, dormiamo in un autogrill CAMPSA dell’autopista A8.
Foto 1 // Foto 2

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02 - SLIDESHOW - da Jaca a Bilbao - dall'8° all'11° giorno

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Percorso Stradale da Bilbao a Carrion de los Contes


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12° giorno – da Bilbao a Laredo - 23 settembre 2005 – Venerdì – al contachilometri 140.198 (Parz. 259 – TT 3.322)

Facciamo il pieno di 30,00€ a 0,97. Abbiamo fatto questa deviazione di 210km, per vedere il museo Guggenheim (Foto) dell'architetto Blobbista Frank Gehry, la cui costruzione ci ripaga pienamente, ci delude l’esposizione per l’assenza di grandissime firme ma poi, nel corso della visita, ci appare stupefacente, per l’immensità delle opere scultoree dello scultore minimalista (sic! e se era massimalista?) Richard Serra del piano terra. Si attraversano, si possono toccare, avvolgono, fanno giocare, incutono timore, danno claustrofobia e liberazione, in una parola emozionano. Non è questo che deve fare la vera arte?
Massimo dell’emozione per Rita, che ha incontrato Ben Gazzara al quale per esprimere la sua ammirazione per l’”attore” si è presentata in un misto di inglese, spagnolo e italiano e si è sentita rispondere in un discreto italiano. Si è dimostrato un gran signore, in quanto dopo un po’ rincontrandoci ha nuovamente salutato, cercando anche il mio sguardo, anche se io prima non mi ero avvicinato.
Rapida visita al resto della città e poi raggiungiamo Laredo.

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13° e 14° giorno – Laredo - 24 e 25 settembre 2005 - Sabato e Domenica - al contachilometri 140.520 (Parz. 322 – TT 3.644)

Sosta a Laredo, siamo in Cantabria, dove rimaniamo per tre notti, perché mi sono preso un brutto raffreddore, con qualche linea di febbre. Il tempo è bruttino, atlantico, fa anche qualche scroscio di pioggia, ma siamo nuovamente sul mare, anche se è solo una laguna, nel Golfo di Biscaglia, nell’Oceano Atlantico, siamo finalmente a 6 metri di altitudine; da giorni non siamo mai scesi al di sotto dei 400. Fortunatamente il campeggio è confortevole e non caro, ci sono anche dei fichi maturi. L’economicità è stata aumentata dal fatto che ci hanno fatto pagare solo due notti e noi non abbiamo detto nulla, è stata la nostra piccola vendetta nei confronti della esosità dei campeggi spagnoli. Camping Playa del Regaton ftp.xsinformatica.com/xsi/ftp/camping/

15° giorno - da Laredo a Burgos - 26 settembre 2005 - Lunedì - Al contachilometri 140.520 (Parz. 322 - TT 3.644)

Tempo bello. Tentiamo di visitare la Cueva de Covalans ma di lunedì è chiusa; approfittiamo ampliamente dei bagni che sono inaspettatamente aperti e, per noi, inspiegabilmente lindi. Con la N629 ridiscendiamo a sud per riprendere il “Camino” passando per lo stupefacente passo de losTomos, siamo in Castiglia, attraversiamo Medina de Pomar, “ridente cittadina” ricca di grandi negozi di pelletteria, a loro dire economica, non è vero, di roba bella, ce né poca, e quasi cara. A sera raggiungiamo Burgos, che è a 860m sul livello del mare. E’ un bella città, dominata dalla mole della sua famosissima cattedrale. Abbiamo parcheggiato vicino al monumento dell’eroe nazionale El Cid, il nostro mezzo ci permette di fermarci ovunque, ed abbiamo fatto una gran bella passeggiata, esplorando la città. Dormiamo in una stazione di servizio quasi all’italiana.

16° giorno – da Burgos a Palencia - 27 settembre 2005 – Martedì – al contachilometri 140.765 (Parz. 245 – TT 3.889)


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Tempo bello. Colazione (Foto 1) in un’area da picnic ove il giorno prima avevamo cenato, grazie al vantaggio del fuso orario, alle 20,00 era ancora giorno; essa è arredata con tavoli e sedie in grezzo granito massiccio, sicuramente antifurto.
Colazione con buon latte, pane fragrante acquistato alla stazione di servizio, marmellata fatta in casa e caffè italiano. A proposto il latte in Spagna è proprio buono come quello di una volta e i filoni di pane sempre freschissimi. Ovunque hanno un piccolo forno per fare il pane in continuazione, ritirando da solerti furgoni, che girano in continuazione, dei vassoi ondulati nei cui incavi sono adagiati dei lunghi e sottili cilindri di massa, che presto sul posto diventano fragranti baguettes.
Queste sono le occasioni in cui sono veramente sicuro di aver fatto una ottima scelta nell’aver intrapreso questo tipo di viaggi.

Sistemato lo stomaco andiamo a Burgos per visitare la maestosa cattedrale (Bene UNESCO) (Foto 2), non finisce mai, vi sono una trentina di cappelle, alcune sono tanto grandi che potrebbero essere la grandiosa chiesa madre di un paesino.
A cominciare da questa cattedrale si paga un biglietto di ingresso (3,00€ a testa), chi entra per pregare ha a disposizione una piccola area recintata da alte inferriate. Rapido giro della città e per la N620 facciamo un’altra deroga al “Camino”, recandoci a Palencia, cittadina elegante, tranquilla, silenziosa, ove dormiamo sulla riva del Carrion, il fiume che l’attraversa e nella cui valle si sviluppa parte del “Camino”.
Foto 1 // Foto 2Cliccare sulla foto per ingrandirla - Per tornare al testo Alt e <- contemporaneamente

17° giorno – da Palencia a Silos - 28 settembre 2005 – Mercoledì – al contachilometri 140.795 (Parz. 30 – TT 3.919)

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Tempo bello. Al mattino, uno spettacolo che data la stagione disperavamo di vedere, sulle guglie della bella cattedrale cinque o sei cicogne (Foto 1), che si scaldano al sole. Stesso spettacolo a San Michele, una strana chiesa a forma di torre.
Da Palencia ci riavvicineremo al “Camino" facendo un giro dell’Arlanza. Rifacciamo il pieno: 39,13lt a 0,971€. Pranziamo a Quintanilla del Puente (Foto 2), arrivandoci con la N620. Con la N622 e N602 arriviamo a Lerma cittadina, che deve tutto all’aver dato i natali a Francisco Gomez, il Duca di Lerma appunto, che ebbe in mano la Spagna per vent’anni alla fine del XIVsec.. Notevoli i pasticcini delle suore di clausura de la Ascension (Foto 3). Dopo un terzo avvistamento di cicogne (Foto 4), con la BU900 raggiungiamo Silos, sede del monastero di San Domingo, i cui monaci cantori sono famosi per essere stati nelle Hit Parade con i loro canti gregoriani. Andiamo a dormire presto per alzarci presto, domani ci aspetta uno dei eventi più emozionanti dell’intero viaggio. Siamo in un panoramico parcheggio con un camper francese, il piccolo parcheggio è all'inizio del paese e dall'altra parte della strada c'è un ristorante.

Foto 1 // Foto 2

Foto 3 // Foto 4

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18° giorno – da Silos a Carrion de los Contes - 29 settembre 2005 – Giovedì – al contachilometri 140.838 (Parz. 43 – TT 3.962)


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Tempo bello. Sveglia presto, alla quale siamo disabituati in quanto abbiamo la stessa ora dell’Italia ma siamo spostati di quasi due ore. Colazione veloce e durante essa sentiamo la campana che annuncia la Messa. Di corsa raggiungiamo la Cappella del monastero ove assistiamo alla messa cantata, con una coinvolgente ed affascinante "coreografia", non me ne intento molto di liturgie, vi dico solo che alla fine ci è venuto quasi da applaudire i compiaciuti frati. Ancora entusiasti abbiamo fatto il pieno di CD incisi da questi domenicani. Alcuni brani diventeranno la colonna sonora di alcuni slideshow, che illustrano questo viaggio. Visitiamo il convento (Foto 1, 2, 3), proseguiamo quindi per Covarrubias, San Pedro de Arlanza, un monastero in restauro, e finalmente l’Ermita Visigotica (VIIsec.) (Foto 4), Santa Maria de Quintanilla de las Vinas. Ritorniamo sul “Camino” raggiungendo Fromista, ove visitiamo il povero ma suggestivo duomo romanico dedicato a San Martino (Foto 5), quindi andiamo a Carrion de los Condes (Foto 6). I condes sarebbero stati due fratelli, che chiesero e ottennero in moglie due figlie del Cid, che li uccise, quando seppe che le maltrattavano pesantemente. Qui pernottiamo in un parcheggio, confusi tra le altre auto.
Foto 1 // Foto 2 // Foto 3

Foto 4
Foto 5 // Foto 6
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03 - SLIDESHOW - da Bilbao a Carrion de los Contes - dal 12° al 18° giorno

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Percorso Stradale da Carrion de los Contes a Ponferrada


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19° giorno – da Carrion de los Contes a Leon - 30 settembre 2005 – Venerdì – al contachilometri 141.060 (Parz. 222 – TT 4.184)

Tempo bello. Per la N120 vediamo delle colombaie in paglia e fango, alcune sono infatti in rovina, evidenti retaggi della dominazione araba (Foto 1). Raggiungiamo la desolata Sahagùn con i suoi monumenti mudejar in mattoni, ormai ruderi in attesa di restauro, costruiti da maestranze arabe, “convinte” a convertirsi. Il più rappresentativo è San Tirso (Foto 2) e poi c’è la simpatica San Anton (Foto 3). Dopo una deviazione per lavori stradali, mal segnalata, tanto che ci fa sbagliare strada, raggiungiamo Leòn, dove dormiamo dopo aver visitato la splendida cattedrale di Santa Maria de Regla e aver passeggiato a lungo per la bella città, molto vivace ed affollata di famiglie che passeggiano, si incontrano con parenti ed amici, chiacchierano a gruppi distinti per età, che ci sono tutte! Gente che sta bene ed è felice, come generalmente in tutta la Spagna. Una osservazione, i giovani sono educati e rispettosi e non ci sono motorini. Le due cose sono collegate? Questa considerazione è fatta da uno che per anni ha fatto il rappresentante nel settore moto, quindi da essi ho mantenuto la famiglia. Però! Foto 1
Foto 2 // Foto 3
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20° giorno – da Leon a Oviedo - 1 ottobre 2005 – Sabato – al contachilometri 141.239 (Parz. 179 – TT 4.363)

Siamo a Leon. Passeggiata lungo il Bernesga, sguardo all’Hostal de San Marcos (Foto 1), ieri ostello dei pellegrini, oggi prestigioso parador a cinque stelle. I parador sono degli alberghi lussuosissimi, gestiti da privati, in palazzi monumentali di proprietà dello stato; una bella idea per far rendere un patrimonio immobiliare, che altrimenti sarebbe fonte di spesa o di degrado ed evitare in parte la costruzione di nuovi alberghi.
Visitando la Basilica di San Isidoro (Foto 2) ove ci imbattiamo in una fiera medievale (Foto 3, 4) alla quale subito ci mischiamo, tra musici di strada, commedianti, pentoloni dove bolle “o pulpo da feira”, polpo lesso servito su piatti di legno (ma la CEE non aveva vietato le stoviglie di legno?) con patate lesse e condito con “pimiento”(peperoncino piccante in polvere), olio e sale grosso (per la ricetta clicca qui e/o qui), pentoloni dove bollono vari prosciutti interi, griglie enormi dove arrostiscono “chorizos” (salsicce di maiale a grana grossa con abbondante peperone in polvere un po’ piccante), costine di agnello sane; non ci facciamo sfuggire l’occasione di pranzare spendendo poco, assaggiando un po’ di tutto e bevendo del buon vino in tazzine di porcellana bianca, che ora fanno parte dei nostri souvenir insieme ai piatti, fuori norma CEE, per fare pari con la doppia porzione di chorizos che ci hanno rifilato per forza.
Facciamo 20,00€ di gasolio a 0,967. Con la C623 ci avviamo verso Oviedo sia perché è un sito UNESCO, sia perché grosso modo è sulla via della Cueva di Altamira. In questa occasione abbiamo potuto costatare quanto non è in sintonia con chi viaggia come noi, la prenotazione. A Palencia avevamo prenotato la visita alla Cueva di Altamira ed il primo giorno possibile era stato il 4 ottobre. Pertanto abbiamo dovuto fare questo giro apparentemente vizioso, è comunque viaggio, saremo nuovamente nell’infinita Cantabria e nelle favolose Asturie. Con la A66 e la AS242, attraversando la Cordigliera Cantabrica, con tempo pessimo, pioggia e nebbia, con il Passo di Pajares a 1.379m, siamo nelle Asturie, arriviamo ad Oviedo, che ci delude, ma sono convinto che era una giornata no e non l’abbiamo capita. Dormiamo in questa città, sempre camuffati tra le auto parcheggiate in strada.
Foto 1 // Foto 2


Foto 3 // Foto 4
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21° giorno – da Oviedo a Deva - 2 ottobre 2005 – Domenica – al contachilometri 141.485 (Parz. 246 – TT 4.609)

Tempo bello anche se questa notte è piovuto molto. Con la N634, la AS113, la N632 tra monti, boschi e paesini pittoreschi arriviamo a Deva, dove facciamo una sosta tecnica per il bucato e doccia a fondo in un campeggio ben organizzato, Camping Deva-Gijon – Carretera Nacional 632, p.k. 64 – tel 985 13 38 48 – fax ... 89 – www.campingdeva-gijon.com - www.campingalacio.com - info@campingpalacio.com - 16,22€. Purtroppo piove e non riusciamo ad asciugare i panni pur stendendoli sotto la tettoia dei servizi.

22° giorno – da Deva a Santillana del Mar - 3 ottobre 2005 - Lunedì – al contachilometri 141.543 (Parz. 58 – TT 4.667)

Tempo bello per fortuna, così potremo vedere molto bene l’eclisse di sole quasi completa. Partenza a mezzogiorno. Rifornimento di gasolio di 39,77€ a 0,979. Percorrendo la N632 possiamo incontrare i primi Hòrreos (Foto 1), antichi granai su palafitte e piastre di granito per salvare le granaglie dai topi, completamente in legno e senza un chiodo, a differenza di quelli galiziani parzialmente in pietra.
Raggiungiamo il mare a Lastres, porto peschereccio nel Golfo di Biscaglia, come qui si chiama quello che per i francesi è il Golfo di Guascogna, anzi qui più precisamente siamo sul Mar Cantabrico. Qui abbiamo l’occasione di vedere e fotografare delle rarissime gazze marine (Foto 2, 3).
Passiamo la notte in un bel campeggio a Santillana del Mar, siamo nuovamente in Cantabria. Camping Santillana – www.cantabria.com/complejosantillana - complejosantillana@cantabria.com - Una notte 16,69€.
Foto 1

Foto 2 // Foto 3

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23° giorno – da Santillana del Mar a Tama - 4 ottobre 2005 – Martedì – al contachilometri 141.752 (Parz. 209 – TT 4.876)

Sveglia all’alba, le 8,00, perché Rita si deve lavare i capelli. Tempo bello finalmente asciughiamo i panni. Visita della Cueva di Altamira (Bene UNESCO), molto ben organizzata; malgrado si tratti di una copia, la “Cappella Sistina della preistoria” riesce ad essere suggestiva ed interessantissima insieme al museo annesso, ricco di ricostruzioni e di reperti.
Ritorniamo a Santillana del Mar per visitarla; il nome di questa città si dice contenga tre bugie infatti il nome significa santa, piana e sul mare, per due significati è evidente la menzogna, è scoscesa e lontana dal mare e poi dicono che non è per niente santa, in compenso è proprio carina anche se eccessivamente turistica. Un salto a Santander, passeggiata sul lungomare e poi si torna indietro, fino a riprendere la N621 e raggiungere Tama dove dormiamo al hotel delle stelle, molte di più di cinque, notte splendida.

24° giorno – da Tama a Astorga - 5 ottobre 2005 – Mercoledì – al contachilometri 141.960 (Parz. 208 – TT 5.084)

Tempo bellissimo. Alba sotto il Pico d’Europa, colazione al mirador 1.408m con panorama mozzafiato (Foto 1). Il viaggio riprende passando attraverso il passo di San Glorio a 1.609m. Raccogliamo delle pietre di onice, questa è un’altra nostra passione, non capiamo nulla di mineralogia, ma ci piace far collezione di pietre belle o particolari.
Siamo nuovamente in Castiglia y Leon, sempre sulla N621, facciamo 33,00€ di gasolio a 0,957, ripassiamo per Leon e quindi siamo nuovamente sul “Camino”, da ora in poi non lo
lasceremo più. Raggiungiamo Astorga, bella ed accogliente. Ha un Palacio Episcopal di A. Gaudì (Foto 2), che sinceramente a me non piace, il Palacio infatti fu giudicato troppo frivolo per la destinazione. Simpatico il Municipio (Foto 3).
Ceniamo molto bene al Capriccio (C/Postale 9 – 24700Astorga – tel 987 603 175), nome di un famoso palazzo di A. Gaudì ed il ristoratore, alla nostra richiesta di spiegazioni su questo nome apparentemente italiano, orgogliosamente ce ne mostra il plastico. Io prendo il Cocido Maragato e Rita, che non si fida, una bistecca con insalatina di pomodori e patate fritte . Il Cocido è una vera prova di resistenza a tavola. Consta di tre piatti: Pastina in brodo di verdure e carni, la sopa, quindi il piatto di verdure e legumi con cui s'è fatto il brodo, los garbanzos, ed anche sette tipi diversi di carni stufate da cui s'è estratto il brodo di cui sopra, la raçion; detto così sembra tutto normale o quasi, la particolarità sta nel fatto che sono serviti in ordine inverso, perché nasce come cibo del Pellegrino o degli operai che arrivano entrambi affamati e non vogliono aspettare la cottura della sopa per iniziare a mangiare, mangiano per primo quello che è già pronto, la carne, inoltre, questa, aspettando che sia pronta la sopa si evita anche che questa si raffreddi. Inizia con uno stufato di pezzi di testa e piedi di maiale, prima salati e affumicati, e salsicce (chorizos), un piatto da pizza pieno di queste leccornie, fatico a finirlo, segue un piatto di uguali dimensioni con verdure, ceci , cotti nel brodo di maiale, e per giunta un uovo fritto, fortunatamente Rita ha finito la sua bistecca, che come al solito si è rivelata una doppia porzione, e mi ha dato una mano; al termine mi arriva una grossa tazza di fideos, spaghettini spezzati, Barilla a detta del simpatico e loquacissimo ristoratore, stracotti nel solito e solido brodo ottenuto dal maiale, le verdure ed i legumi, brodo, che era stato completamente assorbito (una colla!); la sopa madrugata così dev'essere, non si deve prendere con il cucchiaio, con questo la si deve tagliare.
A questo terzo piatto ho trovato il coraggio di opporre un rifiuto e con il costernato oste, entusiasta per il mio iniziale entusiasmo, mi sono giustificato spiegandogli della nostra idea completamente diversa della pasta. Visto che il ristoratore è rimasto male, non ho potuto rifiutare il dessert, fortunatamente un semplice flan per Rita e una panna cotta per me, entrambi fatti in casa, per finire brandy offerto dalla casa (Conto 24,00€ in due) . Dopo una bella passeggiata, per digerire la mostruosa, ma in definitiva ottima cena, dormiamo all’Hotel 1000 stelle su un tranquillo viale, siamo ad un’altitudine di 873m.
Foto 1 // Foto 2


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25° giorno – da Astorga a Ponferrada - 6 ottobre 2005 – Giovedì - al contachilometri 142.239 (Parz. 279 – TT 5.363)

Veniamo svegliati da un forte vocio, rumore di traffico, siamo davanti ad una scuola e nel bel mezzo dell’arrivo degli studenti, anche se alle 8,00 è ancora buio. Questa notte ha fatto freddo, infatti quanto accendiamo l’aria condizionata, per espellere come ogni mattina l’umidità della notte, la condensa interna si ghiaccia sul parabrezza, finché a motore caldo l’aria non si riscalda.
Prendiamo la LE142, essa viaggia parallela al "Camino" e a volte vi si sovrappone, tanto che siamo continuamente accompagnati dalla vista di pellegrini a piedi o in bicicletta, che viaggiano sul sentiero sterrato. Una commovente umanità. Passiamo per Castrillo de los Polvares, un paese in pietra viva della regione detta Maragaterìa, il cocido di ieri sera era tipico di questi paesi, vedendone la rudezza si capisce quali uomini siano capaci di mangiare abitualmente tali pietanze. E’ tradizione che i pellegrini qui raccolgano una pietra da portare alla Cruz de Hierro (Foto 1), un importante monumento del “Camino”, che si trova al Passo di Rabanal (1.504m) e così noi facciamo depositandole ai piedi di questo monumento, costituito da un semplice palo con infisso alla sommità una semplice croce di ferro, suggestivo nella sua semplicità, contribuiamo così ad aumentare la collinetta, che sta crescendo intorno al palo.
Ci passa tutto il mondo. A farci la foto sono dei tedeschi e noi l’abbiamo fatta a dei francesi, chiedendo a dei giapponesi di spostarsi, nel frattempo degli indios andini si apprestavano a salire sulla collinetta.....
In breve siamo a Ponferrada con la sua bella Rocca dei Templari. Da qui una deviazione per Pegnalba de Santiago, che non raggiungiamo perché è un po’ tardi e la strada ci appare poco praticabile. Optiamo per la visita solo a Las Medulas (Bene UNESCO)(Foto 2), mini
ere d’oro a cielo aperto del periodo romano, che hanno lasciato un paesaggio lunare, anzi marziano per il colore rosso.
Troviamo una indicazione e indubbiamente la seguiamo, presto si rivela una strada adatta a soli 4x4, ma siamo costretti a proseguire perché non c’è assolutamente la possibilità di fare inversione, finalmente dopo una mezz’ora troviamo uno slargo, ci fermiamo, da qui intravediamo las Medulas, questo scorcio ci fa ancor più crescere la voglia di vederle al tramonto. Per la strada non abbiamo incontrato nessuno, qui lo stesso. Sopr
aggiunge solo un’auto, la fermiamo per chiedere informazioni sulla praticabilità del proseguo, sono francesi e, inutile dirlo, non ne sanno nulla, sono anche loro molto perplessi ma vanno avanti; dopo una mezz’ora, non vedendoli tornare, pensiamo che la strada più avanti migliori e ripartiamo; molto peggio di prima ma comunque arriviamo ad un magnifico belvedere, con una vista incredibile su Las Medulas al tramonto. Il belvedere è pieno di gente, che non abbiamo visto salire, è ovvio che c’è un’altra strada, domandiamo, ed i quadrati spagnoli ci dicono che "c’è, è larga, è asfaltata e in dieci minuti si è al paesino da dove anche noi eravamo partiti, ma noi, che siamo li con la macchina, non possiamo prenderla!" Credendo di non capire o di non essere capiti, ripetutamente chiediamo a varie persone di ogni età, anche dei giovanissimi, del perché saremmo condannati a ripetere la stessa impervia strada, questa volta, per sovrappiù, con il buio. Dopo tanta insistenza e proponendo varie ipotesi quali muri, transenne, fossati, alla fine ci viene detto, con scontata ovvietà, che "tra noi e il ritorno sicuro si frappone UN DIVIETO DI ACCESSO!" Il va a fa’.... l’ho solo pensato perché con gente simile è molto pericoloso esprimere liberamente le proprie idee. Fra le altre facezie ci avevano anche detto che ci invidiavano tanto Berlusconi, ed ad una mia proposta di scambio con Zappatero si erano mostrati entusiasti.
Devo dire, però, che gli spagnoli hanno, una cosa che invidio tantissimo, la capacità di indignarsi. Costa così cara la possibilità di conservarla?
Inutile dire, che, guadagnandomi il vituperio generale, sentendomi dire anche se non con le orecchie, che siamo i soliti italiani disobbedienti, ho sup
erato l’insuperabile e in dieci minuti di strada comodissima siamo ritornati sulla via per Ponferrada, dove abbiamo pernottato.
Foto 1

Foto 2

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